Il comò antico, trasformarlo o restaurarlo?

comòIl restauro è un’arte dalla natura profonda e meditata, la quale chiede a chi la pratica di comprendere la storia e gli aspetti sociali del mobile. La fondamentale conoscenza dei materiali, deve quindi essere associata ad un’ottima cultura umanistica e storica, la quale permette di inquadrare il mobile nella giusta epoca e di mettere in pratica le scelte più coerenti nella pratica del restauro. Conoscere l’epoca in cui il mobile è nato, si traduce nella comprensione delle tecniche impiegate e dei materiali che ne hanno costituito la base. Il restauratore deve, infatti, riproporre le antiche tecniche di lavorazione, per non snaturare l’elemento e per permettere che l’antica e sapiente lavorazione venga riprodotta nel nostro presente. Solo agendo in questo modo, si può garantire un restauro efficace, piacevole e sicuramente affine all’estetica del mobile. Anche la funzione sociale e privata del mobile chiede di essere ben chiara agli occhi del restauratore. Capire, ad esempio, che un determinato pezzo di mobilio possedeva delle determinate funzioni, aiuta il restauratore a riproporne l’uso corretto in previsione di un inserimento nel mobilio contemporaneo.

Il comò antico, quando il restauro mira alla funzione estetica

Il comò è un pezzo di arredo molto raffinato, il quale riporta ad una concezione del mobilio completa e funzionale agli abitanti della casa. Il comò, ha spesso presentato una funzione di riordino, accogliendo la biancheria e gli oggetti di uso personale. La sua variante più contenuta, è stata intesa nei comodini. Essi hanno da sempre veicolato una funzione di accompagnamento e di punto d’appoggio. Decorando inoltre la camera da letto con grazia, essi sono stati protagonisti di un inserimento mirato a fungere da punto d’appoggio per le lampade, per i libri e per ogni oggetto utile nel corso della notte. Il comò, dalle misure più ampie, ha invece rappresentato il mobile contenitore per eccellenza, dove riporre la preziosa biancheria da letto e dove ordinare gli indumenti di piccola taglia. Realizzato principalmente in legno e in armonia con gli altri elementi della casa, la sua funzione nelle camere era da considerarsi insostituibile, in quanto imprescindibile era la concezione di riporre gli oggetti in ambienti chiusi. Gli spazi aperti, sono infatti da considerarsi come una contemporanea evoluzione del mobilio antico, in nessun modo concepibile nelle camere da letto antiche. Presentandosi come un elemento indispensabile, il comò ha spesso incontrato una composizione robusta ed accogliente. La presenza di cassetti e di spazi aggiuntivi, ha inoltre definito il comò in sezioni, abili nel mantenere divisa e ordinata la biancheria e gli oggetti ospitati.
Restaurare un comò mantenendo i tratti originali, significa ridare vita nel presente ad un elemento pregiato, il quale può essere inserito nelle camere da letto per accogliere la biancheria. Il restauro, deve in questo caso mirare a riportare in vita la struttura originale, sia nella composizione, che nell’apposizione di elementi metallici coerenti. I cassetti e i relativi pomelli, devono quindi essere restaurati seguendo le importanti regole dell’arte. La scelta di un restauro, di questo tipo, porta con se la volontà di consolidare l’elemento nei suoi tratti originali. Ecco che, all’iniziale riconoscimento del mobile, seguono le lavorazioni che mirano a riportarlo in vita. Una coerente sverniciatura, deve essere realizzata come prima azione, per togliere la patina antica e preparare il mobile a ricevere i nuovi trattamenti. Alla sverniciatura, seguono le azioni antitarliche, le quali mirano a proteggere l’elemento dall’attacco dei parassiti. Ecco che, giunte a questo punto, possono iniziare le fondamentali pratiche legate alla falegnameria. In questa sezione, il recupero e l’attenta reversibilità dell’elemento, si pongono come pratiche fondamentali. Una volta concluse le opere di falegnameria, viene attuata la canonica preparazione del fondo, mediante tecniche di pulizia, di stuccatura e di carteggiatura. Rendere omogenea la superficie del mobile, è un’azione infatti indispensabile, per donare un aspetto piacevole e funzionale al mobile. Ecco che, a conclusione della preparazione del fondo, il restauratore procede alla lucidatura, ovvero alla definizione del mobile. L’accurata opera di restauro si conclude con la patinatura, pratica che permette al mobile di acquistare un aspetto ‘nuovo’. Le regole del restauro, mirano a definire l’elemento in termini di bellezza estetica e, chi sceglie di optare per un restauro d’arte, chiede di ottenere un elemento antico, ma dalla presenza assolutamente nuova e vitale. Ecco che, giunti a questo punto, il comò può trovare il suo migliore inserimento nelle stanze da letto, oppure negli ambienti dedicati al riordino della biancheria. I tessili possono essere alloggiati con sicurezza, in quanto le superfici si presentano fresche, rinnovate e assolutamente salubri.

Trasformare il comò donandogli una funzione diversa

Un’alternativa alla scelta del restauro, può essere rappresentata dall’impiego del comò con un’altra funzione. Si può, ad esempio, scegliere di restaurare le parti esterne dell’elemento, per uniformare l’aspetto esteriore dell’elemento e concepire un inserimento che scavalca la sua funzione di riordino. Grazie alle misure spesso interessanti, il comò può essere impiegato nei migliori living, come punto di appoggio per gli accessori d’arredo o per ospitare la televisione e gli apparecchi multimediali. Un impiego sicuramente alternativo del comò, risiede nel delegarlo a dispensa nella cucina. A seconda dello stile presente nell’abitazione, esso può essere destinato ad un impiego di raccolta e di conservazione degli alimenti. Non va, infatti, dimenticato, che la robusta struttura dell’elemento può aiutare la conservazione dei cibi, soprattutto nel caso di alimenti che richiedono di alloggiare in luoghi freschi e asciutti. Il restauro superficiale, chiede in ogni caso di prevedere una buona apposizione di carte protettive. Sia che il comò venga impiegato come puro punto di appoggio, che esso venga scelto come dispensa, l’interno dei cassetti deve presentarsi protetto e funzionale ad accogliere tessili o qualsiasi altra tipologia di elementi. Se il comò presenta una struttura metallica e si presenta parco di cassetti, esso può essere impiegato come porta fiori. La struttura spesso pregiata degli elementi metallici, ben si accorda all’apposizione di fiori, di piante e di vasi ornamentali. Ecco che l’impiego può essere destinato ai migliori spazi esterni, con l’accortezza preventiva di rendere il mobile adatto ad un soggiorno all’aria aperta. L’attacco degli agenti atmosferici, quali la pioggia, il sole, il vento e il gelo, potrebbero infatti rovinare irrimediabilmente l’oggetto. Un bagno o una verniciatura adatta alla condizione esterna, si richiedono in questo caso obbligatorie, anche se l’elemento viene posizionato nelle serre. L’umidità dell’ambiente, può infatti dare vita alla pericolosa condensa, la quale può attaccare i metalli e rovinarne la composizione. La scelta migliore, in questo caso, risiede nel trasformare il comò in modo totale, mantenendo le parti utilizzabili e rendendole adatte ad ospitare elementi particolari quali i fiori e i vasi di piante ornamentali.

La scelta di restaurare il comò, oppure di trasformarlo in un elemento lontano dalla sua funzione originale, risiede nella volontà del possessore. Grazie alle tecniche di restauro eseguita presso il laboratorio di un esperto artigiano, il comò può tornare infatti a svolgere in modo eccellente le sue antiche funzioni, impreziosendo le camere da letto. Se la casa presenta invece un mobilio già completo e distante dallo stile del comò, il suo impiego può essere totalmente convertito. Trasformando il comò in un punto di appoggio, oppure in un mobile porta fiori da esterno, si sceglie di snaturare l’elemento, ma al contempo si offre al mobile la possibilità di essere nuovamente funzionale alla vita degli abitanti. La scelta merita, quindi di essere profondamente meditata, ponendo sulla bilancia i pro e i contro che essa porta con se.